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Come funziona il fondo di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati

Soggetti obbligati

Sono soggetti all’obbligo di iscrizione alla Cassa di previdenza tutti gli Agrotecnici e gli Agrotecnici laureati iscritti all’Albo che svolgono attività di libera professione in forma autonoma, indipendentemente dal possesso di Partita IVA, sono pertanto tenuti all’obbligo di iscrizione previdenziale, oltre ai titolari di Partita IVA individuale (con codice attività 74.90.12, identificativo della categoria) e di studio professionale associato, i soggetti che rendono prestazioni professionali anche senza titolarità di Partita IVA nell’ambito di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e/o di prestazioni occasionali di lavoro autonomo, a condizione che queste riguardino l’ambito delle competenze professionali dell’Agrotecnico e dell’Agrotecnico laureato.
I soggetti che svolgono contemporaneamente diverse tipologie di attività, sia dipendente che autonomo, sono obbligati a versare la contribuzione previdenziale alla Cassa limitatamente alle prestazioni professionali rese in qualità di Agrotecnico e di Agrotecnico laureato.

Iscrizione alla Cassa

L’iscrizione alla Cassa degli Agrotecnici si effettua mediante l’invio alla speciale Gestione Separata presso la Fondazione ENPAIA dell’apposito modulo di iscrizione.

Contributi dovuti
La contribuzione dovuta alla Cassa di previdenza è distinta in tre frazioni:

contributo integrativo: è pari al 2% del fatturato (per i soggetti con partita IVA) o dei compensi lordi (per chi è privo di P.IVA) ed è posto a carico del cliente;
contributo soggettivo: è pari al 10% del reddito di attività professionale, quindi del fatturato al netto dei costi deducibili ai fini fiscali, ovvero delle eventuali detrazioni forfettarie concesse dalla normativa fiscale. Dal 1 gennaio 2009, tuttavia, gli Agrotecnici “previdenti” (se lo desiderano e nel caso vogliano incrementare la propria situazione pensionistica) possono liberamente scegliere aliquote di versamento più alte (comprese fra il 12% ed il 26%), sempre con il vantaggio di poter dedurre fiscalmente questi contributi;
contributo di maternità: serve al finanziamento del fondo di maternità ed è un contributo fisso posto a carico di tutti gli iscritti, determinato di anno in anno a seconda delle indennità di maternità erogate.

Si evidenzia che le aliquote applicate dalla Gestione previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati (2% per il contributo integrativo e 10% per il contributo soggettivo) sono le più basse in assoluto esistenti in Italia.

Contributi minimi

Al fine di un minimo di continuità nell’accumulo dei contributi previdenziali sono previsti dei contributi minimi annuali, che devono essere versati obbligatoriamente dai soggetti iscritti. Oltre al contributo di maternità, determinato di anno in anno, l’importo dei contributi minimi annuali è il seguente:
– contributo integrativo: € 66,00= (equivalente ad un fatturato di euro 3.300,00=);
– contributo soggettivo: € 330,00= (equivalente ad un reddito di euro 3.300,00=);
– contributo di maternità: variabile di anno in anno (nel 2015, a titolo di esempio era di 15,00 euro);
I soggetti che non raggiungono tali livelli di reddito e di fatturato sono comunque obbligati a versare gli importi minimi indicati.

Come si vede, in entrambi i casi, si tratta di importi molti bassi, impossibile da non raggiungere per chiunque svolge -anche in forma marginale- una attività libero-professionale. Anche in questo caso, peraltro, gli importi minimi applicati dalla Gestione previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati sono i più bassi in assoluto fra le Casse di previdenza.

Rendimenti dei contributi

La futura pensione degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati (così come di ogni altro lavoratore autonomo italiano) è determinata da due elementi:
– dall’importo dei contributi versati (cioè quanto si è pagato di contribuzione);
– dalla rivalutazione dei contributi maturata annualmente (cioè gli “interessi” ottenuti sulle somme versate, la percentuale con la quale i contributi sono rivalutati);
il Fondo previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati è quello che rivaluta i contributi degli iscritti nella misura in assoluto più alta rispetto alle altre Gestioni previdenziali di settore, ed all’indice generale, per vedere di quanto vai alla sezione “Agrotecnici primi in assoluto nel rendimento dei contributi (pensioni più alte)”.

Denunce contributive e versamenti

Gli iscritti sono tenuti a presentare, in base alle risultanze delle dichiarazioni fiscali, una denuncia contributiva nella quale devono essere riportati, oltre ai dati anagrafici, gli elementi di reddito necessari per il calcolo dei contributi previdenziali (fatturato e reddito di attività professionale). La denuncia contributiva deve essere trasmessa alla Cassa sia per la verifica della correttezza dei versamenti effettuati che per la corretta contribuzione degli importi nel conto individuale dell’iscritto.

Prestazioni erogate

La Cassa è tenuta ad erogare le seguenti prestazioni:

– indennità di maternità alle libere professioniste, alle condizioni previste;
– indennità di invalidità a seguito di infortuni gravi;
– reversibilità della rendita vitalizia al coniuge superstite ed ai figli minori o dediti allo studio;
– pensione di vecchiaia;
è molto importante sottolineare che, in ogni caso, l’iscritto non perde mai quanto è stato versato anche se non sono raggiunti i minimi richiesti.

Deducibilità fiscale

Il contributo soggettivo e quello di maternità sono oneri integralmente deducibili dal reddito complessivo dell’iscritto; pertanto la contribuzione alla Cassa riduce l’importo dell’IRPEF dovuta sui redditi percepiti: questo si traduce in un minor importo di imposte da versare.

Sanzioni

Esiste un sistema sanzionatorio ben strutturato con penalità modeste per chi compie errori solo formali ovvero ritardi contenuti (in genere fino a sessanta giorni) ed invece punisce severamente le omissioni e le dichiarazioni infedeli.
Il meccanismo sanzionatorio è riportato all’interno dei diversi Regolamenti.

I Regolamenti dell’Ente

Regolamento generale della Gestione (testo in vigore dal 1 gennaio 2009)
Regolamento relativo alla ricostruzione contributiva (testo in vigore dal 1 gennaio 2009)
Regolamento per il riscatto contributivo degli anni pregressi (testo in vigore dal 1 gennaio 2009)

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