Lendinara
45026 Via Puccini 4
Contatti
rovigo@agrotecnici.it
Telefono
3385774393

Agrotecnici primi in assoluto nel rendimento dei contributi (pensioni più alte)

La futura pensione degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati (così come di ogni altro lavoratore autonomo italiano) è determinata da due elementi:
– dall’importo dei contributi versati (cioè quanto si è pagato di contribuzione);
– dalla rivalutazione annuale dei contributi (cioè gli “interessi”annualmente ottenuti sulle somme versate);
l’insieme dei contributi versati e delle rivalutazioni maturate costituisce il “montante contributivo”.
Chi è iscritto ad una Cassa previdenziale ha pochi strumenti per migliorare la propria posizione, può solo –se ha disponibilità economica– decidere di pagare contributi più alti, ma non ha modo di intervenire sulla rivalutazione dei contributi versati, la quale segue le disposizioni della legge n. 335/1996, che prevede una rivalutazione sulla base di un indice, calcolato dall’ISTAT sulla media del PIL quinquennale.

 

Gli effetti della grande crisi sui rendimenti previdenziali

Il meccanismo di rivalutazione dei contributi, descritto nel capitolo precedente (indice ISTAT calcolato sulla media del PIL quinquennale) ha funzionato bene in condizioni normali ma si è rivelato completamente inadatto rispetto alla “grande crisi” iniziata nel 2008. Il PIL italiano, diventato negativo per più anni, ha prima ridotto e poi azzerato l’aliquota di rivalutazione delle pensioni; sotto sono riportati gli indici di incremento del “montante contributivo” cioè la percentuale con cui si incrementano i contributi previdenziali versati (funziona così: il “montante contributivo”, presente nel conto previdenziale individuale al 1 gennaio di ogni anno, viene moltiplicato per la percentuale dell’indice):

Anno Indice Anno Indice Anno Indice
2011 1,6165 % 2014 0 % 2017 0,5204 %
2012 1,1344 % 2015 0,5058 % 2018 1,3478 %
2013 0,1643 % 2016 0,4684 %

indici di rivalutazione cosi bassi, in particolare quando inferiori ad 1,50% e per periodi prolungati, hanno effetti incredibilmente depressivi sulle future pensioni riducendone notevolmente gli importi.
La Gestione previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, consapevole di questo problema, si è attivata fin dal 2011 per correggerlo dando vita a quella che è stata definita una “Rivoluzione previdenziale”.

 

La “Rivoluzione previdenziale” degli Agrotecnici

La Cassa di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha compreso fin dal 2011 la gravità del problema della bassa ed insufficiente rivalutazione dei contributi previdenziali calcolati sulla base dell’indice PIL/ISTAT, interrogandosi sui possibili rimedi.
Dopo avere preso atto dell’assenza di qualunque intervento di carattere generale da parte del Governo, il Comitato Amministratore ha deciso di utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per migliorare il futuro previdenziale dei propri iscritti decidendo di riconoscere loro una percentuale di rivalutazione più alta (talvolta molto più alta) rispetto all’obbligo di legge, con in più l’impegno a far si che detta rivalutazione non sia mai inferiore all’1,50% (che rappresenta la percentuale ideale per un costante ed adeguato incremento delle future pensioni).
Essendo la Gestione previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati (così come ogni altra) di natura pubblicistica, e perciò soggetta alla vigilanza governativa, la modifica dei rendimenti annuali del “montante contributivo” richiedeva la preventiva approvazione dei Ministeri vigilanti che, incredibilmente, la negarono, sostenendo che l’indice PIL/ISTAT doveva essere uguale per tutte le Gestioni previdenziali (una affermazione che non solo non era sorretta da legge ma che, soprattutto, non risolveva il problema delle future, insufficienti pensioni).
Così la Gestione previdenziale, insieme al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, decise di impugnare in tribunale il diniego del Governo; dopo alterne vicende il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 3859 del 18 luglio 2014 ha definitivamente riconosciuto come valide le ragioni degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati con il risultato che gli iscritti alla gestione previdenziale AGROTECNICI/ENPAIA si sono visti aumentare il rendimento dei contributi versati in modo significativamente elevato.
La sentenza del Consiglio di Stato n. 3859/2014 ha letteralmente cambiato i paradigmi della previdenza in Italia riconoscendo l’autonomia delle Casse previdenziali private, che vengono messe in concorrenza fra loro, dovendo assicurare la migliore gestione e più adeguate prestazioni ai propri iscritti.
Sotto questo profilo la Cassa di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati non teme confronti, essendo quella che ha le più basse aliquote di pagamento e che riconosce la più alta rivalutazione dei contributi in assoluto, come si può vedere dal grafico sotto riportato:

 

Il grafico degli indici evidenzia i maggiori rendimenti che la Gestione previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, diversamente dalle altre riconosce ai propri “previdenti”, ma ancora non rende bene evidente gli incredibili, positivi effetti economici che si vengono a determinare nei conti individuali degli iscritti, che sono meglio evidenziati nel capitolo che segue.

+145% in otto anni!

L’esempio che segue rende con maggiore evidenza i concreti effetti della maggiore rivalutazione annuale dei montanti previdenziali degli iscritti alla Gestione previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.
Vengono presi in considerazione due professionisti (uno iscritto alla Gestione previdenziale degli Agrotecnici, l’altro ad una qualunque altra Gestione previdenziale professionale del settore) ipotizzando che abbiano lo stesso volume d’affari, che paghino la stessa aliquota contributiva e che, al 1 gennaio 2011, abbiano entrambi un montante contributivo (cioè il totale dei contributi versati e rivalutati) pari a 100.000 euro.

La data del “1 gennaio 2011” non è presa a caso; fino al 31 dicembre 2010, infatti, la Gestione previdenziale degli Agrotecnici applicava la stessa percentuale di rivalutazione dei montanti contributivi adottata da tutte le altre Casse di previdenza del settore (l’indice PIL-ISTAT) ed è solo a partire dal 2011 che gli Agrotecnici se ne sono discostati, ritenendola inadeguata.
La tabella qui sotto riportata evidenzia, dopo solo 8 anni, di quanto si sia incrementato in più il “montante contributivo” dell’Agrotecnico rispetto a quello dell’altro professionista.

Grazie alla politica attiva messa in atto dalla propria Gestione previdenziale, gli Agrotecnici si sono visti aumentare i loro rendimenti del +145% rispetto a qualunque altro professionista.
In termini monetari l’incremento portato ad esempio ha visto l’Agrotecnico con +14.462 euro di rivalutazione contro i soli 5.892 euro dell’altro professionista (Agronomo od altro che sia): la differenza è pari a 8.569 euro in più.
Un simile risultato è stato ottenuto in soli 8 anni che, in previdenza, sono un tempo molto breve; è facile dunque comprendere quali incredibili, positivi effetti si potrebbero riscontrare dopo 15 o 20 anni.
Nell’esempio il professionista Agrotecnico e l’altro professionista lavorano entrambi con lo stesso impegno e per lo stesso tempo, ottenendo un uguale guadagno: la differenza la fa solo l’Albo e la Cassa previdenziale di iscrizione (e le capacità di chi l’amministra): il professionista che ha visto i propri contributi così poco rivalutati ha semplicemente “scelto male” l’Albo di iscrizione!
Chiunque peraltro, iscritto alla Gestione previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati oppure a qualunque altra, diversa Cassa previdenziale può verificare da solo le informazioni ed i dati qui forniti, semplicemente controllando sul proprio “estratto contributivo” (che la Cassa di iscrizione è tenuta ad inviargli una volta all’anno) le percentuali annuali (l’indice PIL/ISTAT) che gli sono state applicate.
Le Casse delle altre categorie professionali, ed in particolare quelle concorrenti, sono state tutte costrette a seguire la strada tracciata dalla cassa degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, chi seguendone identicamente l’esempio (però con anni di ritardo), chi con sistemi alternativi che tendono al medesimo risultato.

Gli altri dati sulla Gestione previdenziale

La Gestione previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha inanellato risultati che non hanno uguali e non solo per ciò che riguarda i rendimenti. Di seguito i dati della Gestione previdenziale nel decennio 2008-2017:

ISCRITTI ATTIVI RAPPORTO PENSIONATI ATTIVI
– nel decennio +57,10 % – nel 2008 0,17 %
– annuo +5,71 % – nel 2017 1,61 %
FATTURATO MEDIO REDDITO MEDIO
– nel decennio +21,79 % – nel decennio +28,27 %
– annuo +2,18 % – annuo +2,82 %

dati che si confermano anche nel 2018, dove la crescita degli iscritti (cioè di chi apre per la prima volta la Partita IVA di Agrotecnico ed Agrotecnico laureato) è stata del + 6,79% , addirittura superiore a quella dei 10 anni precedenti.

Per ulteriori informazioni è possibile leggere:
Colletti Verdi numero di giugno/luglio 2016 “Vola ad ali spiegate la Cassa degli Agrotecnici”
Comunicato Stampa del 22.11.2016 “Cassa Agrotecnici: il Ministero autorizza la super-rivalutazione previdenziale”
Comunicato Stampa del 30.03.2017 “Agrotecnici: la crisi non abita qui”
Il Sole 24 Ore del 27.5.2017 “Pensioni più alte? Si può. Ecco la Cassa che lo ha fatto”

Hai altre domande?

Non esitare di contattarci per chiedere tutte le informazioni che vuoi

Sono d'accordo con l'archiviazione e la gestione dei miei dati da questo sito Web.

Come possiamo aiutare?

Per qualsiasi informazione, non esitare a contattarci.

Questo sito web utilizza i cookie per monitorarne l'utilizzo e le preferenze.